L’arte della scrittura in Giappone

Per il ciclo di conferenze
“LE EPIFANIE DELLA PAROLA
L’invenzione della scrittura nelle culture d’Oriente”
organizzato dall’Associazione culturale “In Asia”

Tesori d’inchiostro
L’arte della scrittura in Giappone

conferenza  di Carmen Covito
Sabato 21 Gennaio 2017, ore 17.00
Teatro dell’Istituto Agli Angeli, Via Cesare Battisti 8, Verona.

La scrittura in ideogrammi, trasmessa dalla Cina in Giappone con i testi buddhisti nel VI secolo della nostra era, fu rapidamente adattata a una lingua strutturalmente diversa attraverso l’integrazione con due alfabeti sillabici (hiragana e katakana) ma conservò la sua fondamentale particolarità: nel gesto del pennello che scrive, utilità pratica ed espressione estetica sono tutt’uno. La calligrafia non è un semplice ornamento ma un’arte vera e propria, inseparabile dalla pittura e dalla poesia. E, come le altre arti tradizionali, l’arte della scrittura è ancora oggi una via per la realizzazione spirituale e una disciplina rigorosa, i cui segreti vengono trasmessi da maestro a discepolo come accade nell’ikebana, nel teatro o nelle arti marziali.
Ne ripercorreremo la storia, a partire dagli splendori dell’epoca Heian, quando le dame della corte imperiale dettero vita a una letteratura raffinata e complessa che si esprimeva in una forma calligrafica tipicamente e unicamente giapponese. In questa forma, chiamata kana, una speciale attenzione viene riservata alla scelta delle carte e dei pennelli, all’armonia della composizione, alla situazione e perfino all’abbigliamento del calligrafo, perché, come dice il più antico trattato sulla calligrafia, scritto nel 1170-1175 da Fujiwara Koreyuki per sua figlia Dama Daibu, “Non bisogna credere che debbano essere belli solo i caratteri. In tutte queste cose risiede lo splendore della Via”.

Verso il Giappone: Donne cultura e potere

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Verso il Giappone: Donne cultura e potere
con Virginia Sica e Carmen Covito
13 ottobre 2016  ore 21
Libreria Verso
corso di Porta Ticinese 40,
20123 Milano
www.libreriaverso.com

VERSO L’ASIA. Per tre settimane consecutive, il 13, il 21 e il 27 ottobre, alle ore 21, la libreria Verso ospiterà una serie di incontri dedicati alla cultura e alla letteratura di Giappone, Cambogia e Vietnam in compagnia di esperti e studiosi dell’Oriente, in collaborazione con O barra O edizioni.

Primo incontro “Verso il Giappone: Donne cultura e potere”. Con Virginia Sica, docente di Lingua e Letteratura giapponese all’Università degli Studi di Milano e Carmen Covito, scrittrice, presidente di AsiaTeatro e socia fondatrice dell’Associazione culturale shodo.it.

 

Shodo al Mudec

 

L’Associazione culturale shodo.it presenta

天の原 Ama no hara (le pianure del cielo)

Performance e mostra di calligrafia giapponese contemporanea
MUDEC – Museo delle Culture
via Tortona 56, 20144 Milano

 

Sabato 15 ottobre 2016 alle ore 18:00
performance calligrafica di Bruno Riva
con un’introduzione di Carmen Covito

Esposizione di calligrafie giapponesi contemporanee
Opere di:
Kataoka Shikō 片岡紫江 (1928-2014)
Yonemoto Kōro 米本光露 (1956-2013)
Morioka Shizue森岡 静江
Nakajima Hiroyuki 中嶋宏行
Uehira Baikei上平 梅径
Yamada Tomie 山田富江
Katia Bagnoli 山吹
Bruno Riva 河元仙

Orario mostra
sabato 15 ottobre ore 12:00-22:00
domenica 16 ottobre ore 11:00-19:00
(domenica dimostrazioni e visite guidate alla mostra)

ingresso libero

Evento promosso dal Forum della Città Mondo e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano

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Con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano.

150° Logo

 

Evento inserito nelle celebrazioni ufficiali del 150° Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia.

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Per celebrare il 150°Anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, l’associazione culturale shodo.it presenta una performance calligrafica del maestro Bruno Riva, membro della Japan Educational Calligraphy Federation (Nihon Kyōiku Shodō Renmei). La performance è accompagnata da una mostra di calligrafie giapponesi contemporanee che sarà visitabile per due giorni nello Spazio delle Culture al MUDEC.

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La calligrafia in Giappone è stata in ogni epoca un importante strumento di espressione culturale, considerata allo stesso livello artistico della pittura. Oggi si confronta con le avanguardie contemporanee pur mantenendo vivi tutti gli elementi della tradizione, e viene praticata dai giapponesi ma anche da artisti occidentali. Rappresenta quindi uno splendido esempio del dialogo tra antico e moderno, oriente e occidente, che caratterizza la cultura giapponese di oggi.

Durante la performance il maestro Riva scriverà due testi poetici su tela di grande formato (circa 2 x 14 metri).
La poesia in caratteri cinesi (kanji) scritta in orientamento orizzontale, da destra a sinistra, è il primo verso di un componimento del monaco Zen Ryōkan Taigu (1758-1831) mentre la poesia in alfabeto sillabico (kana), scritta in orientamento verticale su più colonne liberamente organizzate, da destra a sinistra, sulla parte iniziale della tela, è un waka di Abe no Nakamaro (698-770) che faceva parte della prima antologia imperiale di poesia in giapponese.
Le due poesie esprimono quindi due diverse forme di calligrafia e due diverse epoche della storia culturale giapponese: due diverse anime del Giappone, che vedremo armonizzarsi sulla superficie della tela così come sono in perfetta armonia nel grande flusso della cultura giapponese.

Il titolo «Ama no hara (le pianure del cielo)» è il primo verso della poesia di Abe no Nakamaro, in cui viene evocato il gesto dei viaggiatori che allontanandosi dall’antica capitale per andare verso occidente si volgevano ad ammirare ancora una volta la luna.

Poesia di Ryōkan Taigu 良寛大愚

Cammino lungo un corso d’acqua cercando la sorgente,
ma dove mi sembrava di vederla, stupito,
mi accorgo che la fonte di tutto non si raggiunge mai.
Ovunque il mio bastone si appoggi, scorrono mille rivoli.

(traduzione shodo.it)

步隨流水覓溪源,行到源頭卻惘然。
始悟真源行不到,倚筇隨處弄潺湲。

Poesia di Abe no Nakamaro 阿倍 仲麻呂 (698-770)

Spaziando con lo sguardo
nella piana celeste
scorgo la luna
fare capolino sulla vetta Mikasa
del monte Kasuga.
(traduzione di Andrea Maurizi)

Ama no hara / furisake mireba / kasuga naru / mikasa no yama ni / ideshi tsuki ka mo
天の原ふりさけ見ればかすがなる三笠の山に出でし月かも
(あまの原ふりさけ見ればかすがなるみかさの山にいでし月かも)

 

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Associazione culturale shodo.it
via Paolo Sarpi 36
20147 Milano
www.shodo.it

Cartella stampa: http://www.shodo.it/mudec-shodo-press/

Midare a Milano

Nell’ambito della XXI Triennale di Milano, al Teatro dell’Arte lunedì 4 luglio alle 20,30 unica rappresentazione di Midare, dramma Nō presentato dalla scuola Hōshō per celebrare il 150° anniversario dell’apertura delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e il Giappone.

All’inizio dello spettacolo ha tenuto una breve introduzione Carmen Covito, presidente di AsiaTeatro.

MIDARE al Tearto dell'Arte. Foto©ValeriaPalermo

MIDARE al Teatro dell’Arte. Foto©ValeriaPalermo


Il programma della serata comprende un estratto dall’opera “Yōrō” in forma di Mai-bayashi (15 minuti) interpretato da Kanai Yūsuke, e l’opera “Midare” in forma completa (45 minuti) con il caposcuola Hōshō Kazufusa nel ruolo principale e Obinata Hiroshi nel ruolo di waki.

Le opere del teatro Nō si classificano a seconda del tema trattato e Midare rientra nella quinta categoria (Kiri Nō, “Nō conclusivi”, perché venivano rappresentati alla fine della giornata di teatro) dove i protagonisti sono creature soprannaturali, benevole o maligne, con l’aspetto di mostri, di animali o di spiritelli. Midare è una particolare versione, celebrativa e beneaugurale, dell’opera Shōjō in cui appare uno spirito del mare che apprezza molto bere il sake. Nell’antichità, quando in una sola giornata si rappresentavano tutte le cinque categorie, Shōjō-Midare veniva messo in scena per ultimo per infondere allegria nel pubblico prima del commiato.

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Kazufusa Hōshō è il ventesimo Sōke, ovvero legittimo ed unico erede, della famiglia Hōshō, una delle scuole di shite (attori principali del teatro Nō) che ha tramandato fino ai giorni nostri la tradizione di una delle quattro compagnie ufficiali del XV secolo.

Credits

shite (attore principale) Kazufusa Hōshō
waki (attore comprimario) Hiroshi Obinata
flauto Ryūichi Onodera
kotsuzumi, ōtsuzumi (tamburi a clessidra) Yoshiaki Iitomi, Takanori Kakihara taiko (tamburo) Hideki Kajitani
canto Takashi Takeda, Yūsuke Kanai, Daijirō Tatsumi, Takashi Kawase, Hajime Tazaki

In collaborazione con:
Ambasciata del Giappone in Italia, Ambasciata d’Italia – Tokyo, Consolato Generale del Giappone a Milano, Public Interest Incorporated Association Nohgaku Performers’ Association, Public Interest Incorporated Association Hōshōkai
Con il patrocinio di:
Istituto Giapponese di Cultura in Roma, Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali, Università degli Studi di Milano

http://www.triennale.org/teatro/midare/

lunedì 4 luglio 2016 ore 20,30
Teatro dell’Arte
Viale Alemagna, 6 – 20121 Milano
info www.triennale.org/teatro
facebook.com/CRTMilano

Hōshō Kazufusa al Teatro dell'Arte, 4 luglio 2016 Foto©ValeriaPalermo

Hōshō Kazufusa al Teatro dell’Arte, 4 luglio 2016 Foto©ValeriaPalermo

 

 

 

Shodo al Museo

 

In occasione delle celebrazioni dei 150 anni delle relazioni diplomatiche Italia-Giappone il Museo Bagatti Valsecchi dedica tre appuntamenti della rassegna “I giovedì del Museo” a esplorare e scoprire alcune delle eccellenze dalla cultura giapponese. Il compito di illustrare la calligrafia è stato affidato al maestro Riva che dialogherà con la scrittrice Carmen Covito, vicepresidente di shodo.it e nipponista.

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Giovedì 28 aprile, alle ore 19
Bruno Riva conversa con Carmen Covito
“Lo spirito nel segno della calligrafia giapponese”

Museo Bagatti Valsecchi,
Salone d’Onore

Milano, via Gesù 5

Ingresso libero

Gli incontri, che godono del patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano e dell’Ambasciata del Giappone, sono realizzati con il contributo di Regione Lombardia e in collaborazione con il Centro di Cultura Italia-Asia “Guglielmo Scalise”.
http://www.shodo.it/shodo-al-museo-bagatti-valsecchi/