La bruttina stagionata – edizione del venticinquennale

  • Titolo: La bruttina stagionata
  • Autore: Covito, Carmen
  • Editore: Bompiani
  • Collana: Tascabili Narrativa
  • Autore introduzione: Aspesi, Natalia
  • Copertina: Brossura
  • Dimensione: 13×19.8cm
  • Lingua: Italiano
  • ISBN – EAN: 9788845295317
  • Data di pubblicazione: 2017
  • Prima edizione: novembre 2017

 Edizione del venticinquennale! Grazie alla Bompiani per aver ristampato, e grazie alla meravigliosa Natalia Aspesi per l’introduzione e per le recensioni.

Trovate il libro in tutte le librerie dall’8 novembre 2017, e anche in formato digitale su Amazon:

https://www.amazon.it/bruttina-stagionata-Carmen-Covito/dp/8845295311

Haiku al liceo scientifico

Centro di Formazione Supereroi
Laboratorio di scrittura di Haiku
a cura di Carmen Covito
IIS “L. CREMONA” di Milano
classe: 2C anno 2016-2017
professoressa Daniela Rocchi

 

Il Centro Formazione Supereroi è un’associazione no profit di professionisti della parola scritta (autori, editor, artisti, giornalisti) convinti che una buona padronanza delle capacità di scrittura e di espressione sia fondamentale per la crescita di ogni individuo non solo dal punto di vista dei risultati scolastici, ma anche e soprattutto da quello dello sviluppo personale, rendendo possibile a ciascuno di raccontare e raccontarsi chiaramente con la propria voce.​​ I volontari del CFS organizzano laboratori gratuiti presso le scuole, affiancando gli insegnanti. Ogni laboratorio ha come obiettivo la creazione di un libro (in edizione fuori commercio) che rifletta la qualità, la professionalità e la creatività del lavoro svolto da ciascuno.

Il mio laboratorio di scrittura di haiku si è svolto in due incontri, venerdì 24 febbraio e lunedì 6 marzo 2017. Nel primo incontro ho usato un powerpoint per spiegare la storia, l’estetica e la struttura dell’haiku mostrando i testi dei maestri in caratteri giapponesi, in traslitterazione e in traduzione, con qualche immagine di pitture haiga e di calligrafie; per poi dare esempi di haiku in italiano e spiegare le regole di composizione. Abbiamo scelto di mantenere lo schema 5-7-5 usando i versi italiani tradizionali (quinario-settenario-quinario) e applicando le regole metriche italiane, con kigo facoltativo e tema libero. Ho assegnato il compito di scrivere un minimo di 5 haiku a testa. Nel secondo incontro gli studenti divisi in piccoli gruppi hanno valutato e migliorato le loro composizioni, hanno scelto i migliori 4 haiku per ciascuno e li hanno classificati: così abbiamo ottenuto 100 haiku organizzati per tema (come si faceva nelle antologie classiche giapponesi). Le sezioni tematiche sono: Stagioni (primavera, estate, autunno, inverno, senza stagione); La città; Momenti; Emozioni. Il titolo è stato scelto dalla classe.
Giovedì 8 giugno, ultimo giorno di scuola, abbiamo consegnato agli autori il libro stampato.

Cinquesettecinque per venticinque
Haiku al liceo scientifico

 

Ecco l’Introduzione di Carmen Covito:

L’haiku è uno stile poetico tipicamente giapponese. O no? Famoso per la sua stringatezza, consiste in sole 17 unità di suono, che per comodità noi occidentali dividiamo in tre versi di cinque-sette-cinque sillabe, senza rime. Questo ritmo cinque-sette-cinque è imperante nell’orecchio giapponese: lo troviamo, seguito da un ritmo sette-sette, anche nella forma poetica classica, detta semplicemente “poesia giapponese”, waka. Nel XII secolo diventò di moda scrivere waka a catena, detti renga, in simpatiche riunioni di gruppo dove l’ospite d’onore componeva i primi tre versi (cinque-sette-cinque) e il padrone di casa proseguiva con gli altri due (sette-sette) e poi toccava agli invitati intonarsi al tema e al clima e alla stagione andando avanti (cinque-sette-cinque e poi sette-sette, cinque-sette-cinque e poi sette-sette, eccetera) fino ad avere catene di mille versi e più. A un certo punto, nel XVII secolo, un samurai di basso rango che si guadagnava da vivere facendo il maestro di renga, Matsuo Bashō, decise che i primi tre versi potevano essere così belli e così intensi da fare a meno non solo di tutto il codazzo degli invitati del renga, ma anche della codina sette-sette del waka aristocratico. La nuova forma di 17 sillabe diventò rapidamente molto popolare, soprattutto tra i cittadini non aristocratici che amavano la bella vita e tra i monaci vagabondi che amavano i bei paesaggi. La brevità del cinque-sette-cinque si prestava benissimo a esprimere l’emozione di un attimo, il colpo d’occhio, l’illuminazione provocata da due cose contrastanti che viste insieme cambiano tutta la prospettiva. Non c’era abbastanza spazio per raccontare una storia ma ce n’era per evocare immagini, sensazioni, ricordi di viaggio, perfino riflessioni storiche o filosofiche, in una chiave umoristica, serena, tragica o malinconica. Con il tempo altri maestri, come Masaoka Shiki che tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo ha creato l’haiku moderno, aggiunsero regole o ne tolsero. Poi l’abbiamo scoperto noi occidentali e ci è piaciuto, forse fin troppo. Ezra Pound, Paul Claudel, Octavio Paz, Jack Kerouac, Borges hanno composto haiku in inglese, in francese, in spagnolo, ma anche tanti poeti minori o aspiranti poeti o non poeti del tutto hanno apprezzato la potenza di suggestione contenuta in questa forma così breve e la utilizzano, o per arte o per gioco, in tutto il mondo.

In italiano l’haiku viene bene. Non c’è bisogno di litigare con il numero di sillabe come capita spesso in inglese, perché abbiamo tante vocali quante ne ha il giapponese, e in più ci ritroviamo a possedere nella nostra tradizione il verso quinario e il settenario. La classe 2C del liceo scientifico “L. Cremona” di Milano quest’anno stava proprio studiando le forme della poesia: è bastata una mezza parola su sdrucciolo, piano e tronco, dieresi e sinalefe, e avevano già capito tutto. Inoltre questi 25 studenti e studentesse si erano già addestrati a praticare la sintesi, grazie alla professoressa Daniela Rocchi, un’entusiasta curiosa e competente che li ha fatti partecipare anche a un laboratorio di “twitteratura” in 140 caratteri. Terzo vantaggio, sono ragazzi di oggi: il Giappone per loro non è un paese di alieni come solo pochi anni fa sarebbe stato per molti di noi ma è un panorama familiare in cui si trovano a proprio agio. Questi sono cresciuti a dorayaki e Doraemon, conoscono il cosplay e, sapendo distinguere ciò che è autenticamente giapponese dalla sua applicazione internazionale, hanno acquisito una stupefacente capacità di sfuggire alla trappola del giapponismo. Nei loro 100 haiku italiani non troverete nemmeno un ciliegio.

 

“Taccuini africani” di Alessandro Passaré

Un bell’articolo di Chiara Gatti su Repubblica Milano del 31.5.2017 presenta il volume che ho curato insieme a Laura Ritorto per la Fondazione Passaré

Il libro si può scaricare liberamente in formato pdf dal sito della Fondazione Passaré:

http://www.fondazionepassare.com/taccuini-africani/

 

Qui pubblicati per la prima volta, i taccuini africani del medico milanese Alessandro Passaré (1927-2006) ci raccontano di ben 22 viaggi nel continente che calamitava la sua curiosità umana e il suo interesse di grande collezionista d’arte moderna e poi di arte africana. Affascinato dai deserti tanto da ritornare molte volte nel Sahara, esplorava con occhio antropologico anche i villaggi e le città; attirato dall’archeologia e dalla paleontologia, da siti preistorici e pitture rupestri come dalle rovine dei templi egizi, viaggiava nello spazio antropizzato con lo stesso entusiasmo che suscitava in lui la bellezza grandiosa dei paesaggi di foreste e savane. Ovunque andasse, fotografava moltissimo e disegnava, catturando le forme di oggetti visti o acquistati ma anche le sequenze di graffiti e pitture, i profili di rocce e di montagne, gli itinerari già percorsi o ancora da affrontare.

Un’accurata selezione di disegni e di mappe accompagna i testi qui trascritti nella loro totalità da Carmen Covito. Dalle migliaia di fotografie – conservate come tutti gli altri materiali nell’archivio della Fondazione Passaré – è stato estratto, a cura di Laura Ritorto, un album di istantanee che sintetizzano il clima e il focus di ogni viaggio.

Documenti necessari per comprendere meglio la figura del Passaré collezionista, questi diari schietti e senza fronzoli si rivelano di piacevole lettura, perché ci fanno entrare direttamente in un modo di viaggiare che sa di gioventù, e in mondo che, pur essendo recente, è ormai molto lontano da noi. Un mondo senza telefonini e senza GPS, ma anche senza fondamentalismi, dove si poteva andare a cuor leggero in zone oggi non più accessibili.

La Fondazione Passaré, nata nel 2007, promuove iniziative, pubblicazioni e mostre a partire dalle opere della collezione Passaré di arte contemporanea e di arte africana.
http://www.fondazionepassare.com

 

 

Verso il Giappone: Donne cultura e potere

onna-daruma-KUNIYOSHI

Verso il Giappone: Donne cultura e potere
con Virginia Sica e Carmen Covito
13 ottobre 2016  ore 21
Libreria Verso
corso di Porta Ticinese 40,
20123 Milano
www.libreriaverso.com

VERSO L’ASIA. Per tre settimane consecutive, il 13, il 21 e il 27 ottobre, alle ore 21, la libreria Verso ospiterà una serie di incontri dedicati alla cultura e alla letteratura di Giappone, Cambogia e Vietnam in compagnia di esperti e studiosi dell’Oriente, in collaborazione con O barra O edizioni.

Primo incontro “Verso il Giappone: Donne cultura e potere”. Con Virginia Sica, docente di Lingua e Letteratura giapponese all’Università degli Studi di Milano e Carmen Covito, scrittrice, presidente di AsiaTeatro e socia fondatrice dell’Associazione culturale shodo.it.

 

Soyons le changement

Un mio racconto (“Tempo parziale”) è stato tradotto in francese e incluso in una nuova antologia della letteratura italiana contemporanea pubblicata a cura della professoressa Angela Biancofiore del dipartimento LLACS (Langues, Littératures, Arts et Cultures des Suds) dell’Université Paul-Valéry, Montpellier 3.
Per una singolare coincidenza, o forse non per coincidenza, lo stesso racconto è stato tradotto anche in inglese (dalla professoressa Adalgisa Giorgio dell’University of Bath) ed è attualmente in corso di stampa nel Journal of Romance Studies, la rivista dell’Istitute for Modern Languages Research dell’Università di Londra. Cosa che mi rende doppiamente felice.

http://www.univ-montp3.fr/llacs/une-anthologie-de-la-litterature-italienne-contemporaine/

Soyons le changement…
Nouvelles tendances dans la littérature italienne contemporaine
Une anthologie. Textes réunis par Romano Summa et Sondes Ben Abdallah

Traduit de l’italien par Manon Rentz, Romano Summa, Sondes Ben Abdallah.
Sous la direction d’Angela Biancofiore, Professeur en Etudes italiennes, Université Paul-Valéry Montpellier.

ISBN 9782954843919
Editions Levant & Euromédia, Montpellier, avril 2016, 214 pages
Commander par mail : euromedia.revuenotos@gmail.com

Soyons le changement… que nous voulons dans le monde (Gandhi)

couverture-livre-Soyons-le-changement...

Cet ouvrage s’adresse au public français et francophone afin d’illustrer les nouvelles tendances de la littérature italienne d’aujourd’hui à travers le travail de sélection et de traduction de textes inédits réalisé par deux doctorants de l’équipe LLACS et une étudiante du Master Traduction du Département d’Italien de l’université Paul-Valéry de Montpellier.
L’ouvrage a été présenté dans le cadre de la 31e édition de la Comédie du Livre de Montpellier, qui était dédiée en particulier à la littérature italienne.
Les auteurs italiens contemporains font l’expérience de nouveaux parcours de création qui les amènent à réinterpréter le monde et ses mutations à travers l’écriture.
Ils relèvent ce défi : écrire à l’ère de la mondialisation, dans une époque marquée par la crise économique et la précarité, écrire, malgré tout, pour ré-enchanter le monde.
Par ailleurs, l’Italie, par sa position géopolitique, est devenue la terre d’arrivée des migrants, premières victimes des conflits en Méditerranée : les écrivains entendent être là, afin de contribuer, d’une certaine manière, à la construction d’une société interculturelle, et à la création du dialogue social. Le dialogue avec les jeunes générations reste un axe central de réflexion pour les auteurs: Bajani, Lodoli et Murgia s’intéressent particulièrement à l’école du futur, essaient d’imaginer d’autres manières d’éduquer, de dialoguer, de transmettre à l’époque de l’humain hybridé et des réseaux sociaux.
Les auteurs se posent une autre question essentielle: quel monde allons-nous laisser aux jeunes générations ? Dans leurs récents ouvrages, Erri De Luca, Mauro Corona, Laura Pugno, Evelina Santangelo remettent en question le rôle dominant de l’humain dans l’écosystème et montrent une grande sensibilité face à la crise écologique.

Les auteurs : Erri De Luca, Laura Pugno, Carmen Covito, Marco Lodoli, Andrea Bajani, Dora Albanese, Michela Murgia, Cosimo Argentina, Dante Maffia, Anselmo Botte, Evelina Santangelo, Christiana De Caldas Brito, Laila Wadia, Mauro Corona, Edoardo Nesi, Federico Mello, Alessandro D’Avenia, Carmine Abate, Giacomo Annibaldis.

Table des matières
La littérature transforme la vie
par Angela Biancofiore
Note sur la traduction
par Manon Rentz
Introduction
par Romano Summa et Sondes Ben Abdallah

Cultures archaïques et mondialisation
Erri De Luca, Volcaniques
Erri De Luca, Les révoltes indéracinables
Evelina Santangelo, Sans terre
Dante Maffia, Milan n’existe pas
Carmine Abate, Un bouquet de roses
Edoardo Nesi, Histoire des gens de mon pays
Anselmo Botte, Bruits et obscurité
Michela Murgia, Le monde doit savoir
Michela Murgia, D’autres mères
Dora Albanese, La fin de l’été à Métaponte

Les écrivains et les jeunes: pour un dialogue possible
Andrea Bajani, L’école ne sert à rien
Andrea Bajani, Demain il n’y a pas d’école
Andrea Bajani, La vie n’est pas en ordre alphabétique
Federico Mello, L’Italie expliquée à mon grand-père
Marco Lodoli, Quel avenir pour la culture humaniste?
Alessandro D’Avenia, Des choses que personne ne sait

Littérature et écologie
Laura Pugno, Sirènes
Christiana De Caldas Brito, Deux feux
Carmen Covito, Temps partiel
Cosimo Argentina, La ruelle de l’acier
Laila Wadia, Amies pour la vie
Mauro Corona, La fin du monde tordu
Carmine Abate, Les mots ne coûtent rien
Giacomo Annibaldis, HLM avec vue sur la mer
Anselmo Botte, Très rouge