Laboratorio di lettura applicata

 

Leggere per scrivere

Laboratorio di lettura applicata
con Carmen Covito
Libreria Utopia, domenica 7, 14, 21, 28 giugno e 5 luglio,
dalle ore 11.00 alle ore 12.45

Noi leggiamo per vivere altre vite, per comprendere il mondo, per divagarci o coltivarci, ma gli scrittori sanno che la lettura è anche – o dovrebbe essere – il punto di partenza necessario per scrivere. Questo particolare uso della lettura ha i suoi modi specifici: è una lettura approfondita e astuta, che ci porta all’interno del testo e ne smonta la macchina per rivelarne tutta la magia.

Nella lettura professionale da scrittore a scrittore, ma anche soltanto da buon redattore o da traduttore eccellente, non ci si limita infatti a prendere in esame il lessico, la frase, le strutture portanti del testo, ma se ne indagano a fondo le intenzioni, le strategie messe in atto e le ragioni della loro riuscita o  fallimento. Se l’opera che prendiamo in esame è un organismo vivo, questa lettura è la sua psicoanalisi.

Il primo laboratorio è articolato in cinque incontri, dedicati a opere di cinque autori entrati a vario titolo a far parte del canone della narrativa italiana del Novecento: Gadda, Calvino, Sciascia, Eco, Camilleri. Sono previste esercitazioni pratiche di scrittura e revisione di testi per i partecipanti che lo desiderassero.

SEDE DEL CORSO :
Libreria Utopia
Via Marsala, 2
20121 Milano
(MM2 Moscova; bus 94)
Telefono: 02 2900 3324
http://www.facebook.com/libreriautopiamilano

Costo del corso: 130 euro + IVA
Il numero di posti è limitato, quindi la prenotazione è necessaria.
 
Per informazioni e iscrizioni inviare una mail
alla Libreria Utopia: libreriautopia@tiscali.it
oppure a: scrittureletture@carmencovito.it

 Scarica il volantino in pdf

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Noodle Road a Milano

Venite con me in un viaggio straordinario sulla Noodle Road. Arriva dalla Corea a Milano un bellissimo film-inchiesta sugli ottomila anni di storia e di cultura della pasta, al centro dell’alimentazione di gran parte dell’umanità. Dal 14 al 17 maggio al Teatro dell’Arte, una maratona di proiezioni in cui ogni spettatore potrà crearsi il proprio programma di visione.

Ken Hom
NOODLE ROAD
La via della pasta
docufilm | COREA

produzione  KBS
progetto a cura di  Carmen Covito

Come un grande affresco epico, il documentario diretto dal celebre cuoco sino-americano Ken Hom racconta l’origine e lo sviluppo dell’alimento più diffuso al mondo, per la prima volta mediante una prospettiva non euro-centrica.  Un viaggio attraverso epoche, continenti e nazioni sulle tracce delle radici culturali della pasta: dalla Cina all’Uzbekistan, per poi attraversare la Turchia verso l’Europa e giungere in Italia, prima di diffondersi sulle tavole di tutto il mondo. Vedremo i somen, soba e ramen in Giappone, i “noodle freddi” in Corea, gli spaghetti di riso in Thailandia, e tutta una straordinaria varietà di pasta tra le minoranze etniche in Cina, i nomadi delle steppe e le città più moderne del mondo.

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Il film è in versione originale con sottotitoli in italiano.
Le sei ore di proiezione sono organizzate in sei episodi: lo spettatore può costruire un proprio percorso di visione nell’arco delle quattro giornate di programmazione.

episodio 1 Nascita di una brillante invenzione
episodio 2 La cena della mummia
episodio 3 La cultura della pasta e la sua storia
episodio 4 Nelle cucine di tutta l’Asia
episodio 5 Il primo fast food dell’umanità
episodio 6 Tutti i noodle del mondo

Al CRT Milano – Teatro dell’Arte
Triennale, viale E. Alemagna 6 – Milano

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Orari
giovedì 14 maggio
h 17.00 > h 20.00 episodi 1, 2, 3
h 20.00 > h 23.00 episodi 4, 5, 6

venerdì 15 maggio
h 17.00 > h 20.00 episodi 1, 2, 3
h 20.00 > h 23.00 episodi 4, 5, 6

sabato 16 maggio
h 17.00 > h 20.00 episodi 1, 2, 3
h 20.00 > h 23.00 episodi 4, 5, 6

domenica 17 maggio
h 14.00 > h 17.00 episodi 1, 2, 3
h 17.00 > h 20.00 episodi 4, 5, 6

Biglietti
€5,00 | biglietto unico
€15,00 | abbonamento per tutte le giornate di proiezione

http://www.crtmilano.it/buy_videoproiezioni/

http://midaweb03.midaticket.it/MidaTicket/AOL/AOL_Default.aspx?Negozio=8

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Archeostorie a Milano

L’amica Cinzia Dal Maso ne ha fatta un’altra (bella) delle sue: raccomando energicamente questo libro e vi invito a venire a sentire la sua presentazione mercoledì 22 aprile a Milano (ore 17) all’università IULM.

Archeostorie. Manuale non convenzionale di archeologia vissuta

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Storie di Tirrena

Scopro solo adesso una bella recensione pubblicata parecchio tempo fa sulla rivista  QuiLibri e, dato che in rete tutto appare simultaneo, non mi faccio scrupoli a segnalarla qui adesso, approfittandone per ricordarvi che i due romanzi ormai si trovano solo raccolti insieme nel volumetto intitolato dall’editore Satyricon 2.0, Barney  (collana CortoCircuito) 2014.

Storie di Tirrena: una donna moderna nella Pompei antica

Carmen Covito torna in libreria con “Il processo di Giusta”, altro imperdibile capitolo della saga familiare dei Vibi cominciata ne “Le ragazze di Pompei”: un ironico e colorito affresco delle donne vissute ai piedi del Vesuvio nel primo secolo d.C. In quest’ultimo lavoro l’autrice si ispira a un caso giudiziario emerso dagli scavi di Ercolano per muovere la protagonista Tirrena in aiuto di una sfortunata fanciulla che ha perso la libertà.

L’espediente letterario del romanzo Le ragazze di Pompei (Barbera Editore, 2012) è l’immaginario ritrovamento di un curioso oggetto d’epoca neroniana: si tratta del diario della matrona pompeiana Tirrena, vissuta all’indomani del terremoto del 63 d.C. Il manoscritto viene riportato così come fedelmente ricostruito dai papirologi, che, dopo lunghi studi, sono in grado di allestirne una vera e propria edizione critica. Una parte del diario, danneggiata dall’eruzione del 79 d.C., viene restituita solo in forma di frammenti: è qui che il racconto, procedendo per ellissi, invita il lettore ad una divertentissima operazione di ricostruzione delle vicende. Il testo appare come un corpus di scritti eterogenei − appunti, epigrammi, citazioni, ricette di cucina, fatture di bottega – inframmezzati da note tecniche del curatore, rigorosamente tra parentesi quadre.

Toni e intenti del romanzo sono all’insegna del comico e dell’umoristico, sia nella storia di Tirrena, sia nella vicenda parallela che riguarda lo studio del manoscritto. Qui, in particolare, gli esperti sono impegnati a decifrare il testo nella sezione bruciacchiata del reperto, che è come «una porzione di lasagne pestate sotto i piedi», lamentano la mancanza di sovvenzioni statali a fronte d’un lavoro di diciotto anni totalmente autofinanziato, si crucciano di non poter pubblicare le ricette temporaneamente allo studio di una collega, nota per le sue sovrastimate pubblicazioni sulla cucina greco-romana. Il tutto viene sapientemente condito dalla lingua arguta dell’autrice che rifà il verso al linguaggio specialistico degli addetti ai lavori.

Tirrena è una donna colta, emancipata e «squattrinata». È figlia di Vibio Calamo, capo di una bottega di copisti a conduzione familiare – si lavora in uno stanzone di casa adibito a scrittorio − e proprietario di una cartolibreria sul Foro di Pompei: da lui ha ereditato la passione per i libri. Ai culti misterici preferisce la filosofia di Epicuro e Lucrezio, insegna letteratura greca e latina alle fanciulle di buona famiglia e coltiva l’ambizione di aprire un giorno un’ Accademia per Signorine, sull’esempio di Nosside di Locri e Saffo, scuola che darebbe «lustro e rinomanza eterna alla cultura della città, anzi, della Campania tutta». Aspirazione non certo senza ostacoli perché «le famiglie che mettono mano al borsellino quando si tratta di gioiellieri, sarti, tessitrici di nastri, profumieri e maestre di economia domestica sono legioni, ma quelle capaci di preoccuparsi dell’educazione femminile superiore si contano sulle dita di una mano». Moglie di un marito “dai costumi greci” e quindi di due mariti, madre di tre figli non suoi perché i bambini “si trovano”, nipote di una zia che all’occorrenza la ingaggia come organizzatrice di eventi, Tirrena si destreggia, senza perdersi d’animo, all’interno di una famiglia numerosa, fra concubine, liberti, schiavi e impiegati, con un occhio di riguardo alle sorti femminili. Sarà l’incontro fortuito alle terme con la ricca e misteriosa matrona romana Rubria a determinarne una fortuna meritata.

La quarta di copertina definisce il romanzo un Satyricon al femminile: è facile tornare con la mente, leggendo l’episodio del “tè con le amiche” presso la villa della cugina Quintilla, fra gli interni lussuosi della dimora di Trimalcione e le ricche portate del suo banchetto. Così come si può gustare nelle avventure di Tirrena e Rubria il migliore stile della facezia e delle licenziosità classiche.

Ne Il processo di Giusta (Barbera Editore Short, 2013), l’autrice prende spunto da un caso giudiziario a noi pervenuto grazie agli scavi di Ercolano, per proporci l’intreccio di un’indagine all’antica, protagonisti i personaggi del romanzo precedente. Ritroviamo Tirrena e famiglia ad Ercolano, al matrimonio della figlia Gemina con un giovane del posto: l’atmosfera di festa viene guastata dal gesto disperato dell’ infelice Petronia Giusta. La saggia filosofa – qui combattuta fra il cedere all’evidenza degli “infausti presagi” e il monito alla ragione dell’amato Lucrezio – riuscirà a governare gli eventi con un trucco per indurre alla verità uno spaurito seguace della setta cristiana.

Ritorna la grande portata documentaria del racconto, ricco di dati archeologici ed epigrafici, citazioni dai filosofi classici, ricostruzioni fedeli degli usi e costumi del tempo. E ancora l’abilità del personaggio Tirrena di penetrare il suo mondo con giudizi sagaci e acuti che sono poi quelli dell’autrice sul nostro presente.

Marlene Andretta

pubblicato in QuiLibri n.50, novembre/dicembre 2013

 

Libri segnalati:

1) Carmen Covito, Le ragazze di Pompei, Barbera Editore Centocinquanta, pp. 125, € 13.00 (prima edizione febbraio 2012); da luglio 2013 in tascabile: Carmen Covito, Le ragazze di Pompei, Barbera Editore Nuovi Tascabili, pp. 153, € 9.90.

2) Carmen Covito, Il processo di Giusta, Barbera Editore SHORT, pp. 83, € 9.90 (prima edizione giugno 2013).

I mille ciliegi di Yoshitsune

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Memory/Lab del CRT Milano
all’interno del Teatro dell’Arte
Viale Alemagna 1

26 febbraio ore 18,30
Incontro con Carmen Covito sul Teatro Kabuki
video dello spettacolo di Ichikawa Ennosuke III: “I mille ciliegi di Yoshitsune

Esattamente trent’anni fa, nel 1985, il CRT portava a Milano sul palcoscenico del Teatro Lirico un grande spettacolo di teatro Kabuki, “I mille ciliegi di Yoshitsune”, interpretato e diretto da Ichikawa Ennosuke III.
In questa forma di teatro tradizionale giapponese, nato nel Seicento per il pubblico delle città e quindi già fastoso e vivace in origine, Ennosuke ha introdotto un particolare gusto per la spettacolarità che ha fatto definire il suo stile “Gran Kabuki” o “Super Kabuki”. Lo spettacolo “I mille ciliegi di Yoshitsune” ne ha presentato le migliori caratteristiche, incantando anche gli spettatori italiani con la bellezza delle scenografie, la ricchezza dei costumi, i movimenti di massa, i trucchi scenici e gli effetti stranianti di una recitazione altamente stilizzata, nel rispetto delle convenzioni sceniche classiche e dei codici tramandati nelle famiglie di attori giapponesi.

Al Memory/Lab il video dello spettacolo sarà presentato e commentato dalla scrittrice Carmen Covito, studiosa di cultura giapponese, che nel 1985 partecipò all’organizzazione della tournée e potrà quindi raccontare i retroscena del Kabuki oltre che illustrarne le tecniche.

Ingresso Libero

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La proiezione dello spettacolo in video proseguirà dal 27 febbraio al 21 marzo 2015:
Martedì – Venerdì 17.00 – 20.00
Sabato 15.30 – 18.30
Domenica e lunedì chiuso

La rassegna 40x40x10 al Memory/Lab celebra i 40 anni del CRT Milano, con la programmazione di una selezione in video di 10 spettacoli, distribuiti in 5 blocchi di programmazione di due settimane ciascuno, che raccontano i protagonisti di stagioni spesso indimenticabili.

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