Mostra: Ōtagaki Rengetsu

L’Associazione culturale shodo.it presenta la mostra calligrafica

La poetessa Ōtagaki Rengetsu, monaca viandante
Omaggio all’arte di Luna di Loto

a cura di Katia Bagnoli e Bruno Riva

presso l’Associazione culturale Arte Giappone
vicolo Ciovasso 1, Milano
dal 10 al 21 giugno 2014, dalle 14:00 alle 19:00
(chiuso domenica e lunedì)

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Con il Patrocinio
del Consolato Generale
del Giappone a Milano

 

 Catalogo a cura di Carmen Covito, Bruno Riva e Katia Bagnoli.

La mostra si propone di far conoscere l’affascinante figura di una poetessa, calligrafa e ceramista del passato, Ōtagaki Rengetsu (1791-1875), attraverso opere a lei dedicate da calligrafi contemporanei giapponesi e europei.
Saranno esposte 22 opere di medie e grandi dimensioni (kakejiku) e un’installazione composta da 65 tanzaku, opere calligrafiche di piccole dimensioni. Tutte le opere sono state appositamente realizzate per questa occasione: gli artisti hanno calligrafato poesie di Rengetsu, nella propria interpretazione moderna o nell’esecuzione di rinsho – la pratica della copia calligrafica – oppure testi che evocano la sua spiritualità e l’ambiente in cui visse.  Saranno esposti anche due tanzaku originali di Rengetsu e un’opera pittorica e calligrafica del celebre Tomioka Tessai (1836-1924) che con lei collaborò spesso.

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Saranno in mostra opere di:
Yamada Tomie, Nakajima Hiroyuki, Morioka Shizue, Katia Bagnoli, Bruno Riva, Kataoka Shikō, Carmen Covito, Madoka (Nakazawa Kenyo), Iyama Kenkō, Titose (Okamura Chitose), Yurugi Hiroko, Ideshita Ryōshun, Uehira Baikei, Okumura Shoko, Yonemoto Kōro, Mine Conti, Sibylle Leuthardt, Ruth Gibellini, Paola Tampieri, Claudia Verri, Fabrizio Piotti, Roberto Pappalettera, Ruan Zonghua, Morena Mauri.

 

Programma delle attività

 

Martedì 10 giugno alle ore 18:30 inaugurazione e presentazione dell’opera di Ōtagaki Rengetsu a cura di Carmen Covito.

Giovedì 12 giugno alle ore 18:30 conferenza di Rossella Marangoni “Waka: alle sorgenti della poesia giapponese”.

Venerdì 13 giugno dalle 15:00 alle 18:30 seminario di sigillografia con il maestro Bruno Riva.

Sabato 14 giugno dalle 10:00 alle 12:30 seminario di calligrafia in kana con la maestra Yamada Tomie. Dalle 15:00 alle 18:30 seminario di sigillografia con il maestro Bruno Riva.

Martedì 17 giugno alle ore 19:00 concerto di flauto nō (strumento usato nelle rappresentazioni di teatro nō, kyōgen e kabuki). Flautista Nonaka Kumiko.

Venerdì 20 giugno dalle 15:00 alle 18:30 seminario di calligrafia in kana con la maestra Yamada Tomie e il maestro Bruno Riva.

Sabato 21 giugno dalle 14:30 alle 17:30 seminario di calligrafia in kanji e performance alle 18:30 del calligrafo giapponese Uehira Baikei.

* Conferenze, concerto e dimostrazione finale sono a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Per i seminari è necessario prenotare scrivendo a:
katia[CHIOCCIOLA]shodo.it

 

Ōtagaki Rengetsu (1791-1875)

La poetessa, calligrafa, ceramista e pittrice giapponese Ōtagaki Rengetsu nacque a Kyōto, l’antica capitale, nella primavera del 1791. Figlia segreta di una geisha e di un alto amministratore del feudo di Iga-Ueno, ricevette il nome Nobu.
Poco dopo la nascita venne adottata da Ōtagaki Mitsuhisa (Banzaemon) che lavorava presso il Chion-in, un importante tempio della Jōdo-shū, scuola buddhista della Terra Pura. A circa otto anni fu mandata a servizio nel castello di Kameoka a Tanba, dove studiò poesia, calligrafia e arti marziali.
Ritornò a Kyōto dopo una decina d’anni e andò in sposa al giovane samurai Mochihisa. I loro tre figli non sopravvissero alla prima infanzia, e nel 1815 anche il marito morì. Nel 1819 Nobu si risposò, ma dopo quattro anni rimase di nuovo vedova.
La perdita dei due mariti e dei figli spinse Nobu, a soli 33 anni, a radersi i capelli e a prendere i voti, assumendo il nome di Rengetsu (luna di loto). Continuò a vivere nei pressi del tempio Chion-in con il padre adottivo, che nel frattempo aveva preso a sua volta i voti.
Dopo la morte di Ōtagaki, avvenuta nel 1832, Rengetsu cominciò a mantenersi da sola producendo e vendendo ceramiche sulle quali incideva le sue poesie (waka, forma poetica classica composta da versi di 5 e 7 sillabe).
I delicati utensili di ceramica abbelliti dalle sue poesie, straordinari sia per il contenuto e la forma sia nell’esecuzione calligrafica, rappresentano una combinazione perfetta.
Le sue creazioni erano già molto apprezzate all’epoca, tanto che Rengetsu doveva spesso cambiare domicilio per sfuggire alle assillanti richieste. Nel corso della sua lunga esistenza scrisse moltissime poesie che calligrafò e incise nella ceramica e spesso collaborò con giovani artisti per i quali si prodigò, come nel caso di Tomioka Tessai, che in seguito sarebbe diventato un letterato di spicco a Kyōto. Ōtagaki Rengetsu fu una figura importante nel panorama culturale dell’epoca e ancora oggi viene studiata come un luminoso esempio di donna indipendente e creativa.
Altre informazioni alla pagina http://www.shodo.it/rengetsu/

 

 

A Lugano per Rengetsu

Nell’ambito del Festival POESTATE 2014 Lugano
18°esima edizione
dal 5 al 7 giugno
Patio Palazzo Civico
Piazza Riforma in Lugano

(entrata libera)

sabato 7 giugno ore 18.40-19.00
Per il 150esimo Relazioni Diplomatiche Svizzera e Giappone
“Omaggio alla poetessa Ōtagaki Rengetsu monaca viandante”
a cura di Bruno Riva con Carmen Covito e Mine Conti

Da Giovedì 5 a Sabato 7 giugno 2014
Installazione aerea

“Omaggio all’arte di Luna di Loto, versi in volo, opere calligrafiche”
a cura di Bruno Riva

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L’ Installazione aerea “Omaggio all’arte di Luna di Loto, versi in volo, opere calligrafiche”, è composta di circa 60 opere calligrafiche su tanzaku (cartoncini tradizionali giapponesi, per calligrafia e pittura, di formato rettangolare generalmente di queste due misure: 61×364 mm e 71×364 mm), eseguite per l’occasione da calligrafi giapponesi e europei che renderanno un personale omaggio alla poetessa Ōtagaki Rengetsu. A questa grande artista giapponese del XIX secolo, monaca poetessa, calligrafa e ceramista, è stata recentemente dedicata un’importante retrospettiva al Nomura Museum di Kyoto. L’installazione consisterà in una leggera « nuvola » di rete metallica a filo sottile, sospesa al centro dell’atrio del Palazzo municipale a cui saranno appese, tramite fili sottili, circa sessanta calligrafie e alcuni dipinti, eseguiti su cartoncini tanzaku. Tutte le opere saranno eseguite appositamente per l’occasione. I testi delle opere che compongono l’installazione sono tutti dedicati a Ōtagaki Rengetsu e in vario modo sono in relazione con la sua opera artistica e con la sua poetica.

Building History

Locandina Building History

BUILDING HISTORY – Forschungeschichte on the Ancient Near East
University of Verona 28th-29th May 2014 – Aula seminari

Scientific Organization: Simonetta Ponchia – Walther Sallaberger;
Workshop Office: Silvia Gabrieli  – Luigi Turri

La giornata è aperta alla partecipazione dei Dottorandi e a quanti fossero interessati

PROGRAM

Wednesday, 28th May 2014

3.30 PM – Introduction to the Workshop
Simonetta Ponchia
Notes on the Study of Literary Texts.
Walther Sallaberger
Laying the Foundations for Scholarly Work: The Publication of Sumerian Economic Documents.
        Coffee Break
5.00 PM – Geographical and Archaeological Research
Livia Gervasi
The Post-Akkadian Period in the Khabur Area: an Archaeological and  Historical Problem.
Luigi Turri
Changing Toponyms: the Names of the Orontes.
Katharina Schmidt
Vitreous Materials in the History of Archaeological Research.
Marco Iamoni
Social Complexity and Family  Complexity. The Formation of Urban society in Upper Mesopotamia
       8.00 PM – Dinner

Thursday, 29th May 2014

9.00 AM – Medicine and Magic
Beatrice Baragli
Modern Scholars and the Ancient Insane: Towards a Research History of Psychiatric Interpretation of Mesopotamian Sources.
Silvia Salin
Approaching Medical Texts: Methodological Notes.
Gioele Zisa
Releasing the libbu of the Man and the Woman: Towards a Forschungsgeschichte of a Sexual Obsession – ŠÀ.ZI.GA Spells and Rituals.
Hannelore Agnethler
The Akkadian Incantation Prayer: A History of Research on Defining and Analyzing the Genre.
     Coffee Break
11.00 AM – Images of Power
Silvia Gabrieli
The Creative Power of Word: Preliminary Notes on a Research Project on Literary Texts.
Sophie Cohen
Urnamma: the Death of a King in the Life of Modern Research.
Jennifer Finn
Polemics on Polemics: Recent Scholarly Trends in the Search for Dissenting Voices in Ancient Mesopotamia.
      1.00 PM – Lunch
3.00 PM (Aula 1.2) – General Discussion
Mario Fales – Conclusions
      Coffee Break

Special Events: Reading the sources in different ways
5.00 PM (Aula 1.2) – Carmen Covito
“Cold Cases”: romanzare l’antichità.
             8.00 PM – Buffet Dinner
9.00 PM (Milk Center) - Ludovica Fales
Letters from Palestine (documentary)

GUESTS

Carmen Covito is a writer and a translator. She is the author of many novels, among them the best-selling La bruttina stagionata (Single in the German translation).
Her love for Agatha Christie brought her in Syria, where she found the ispiration to write a detective story set on a very pictoresque archaeological excavation (La rossa e il nero).
In the last few years she has written a couple of witty historical short novels, too: Le ragazze di Pompei, a sort of female Satyricon, and Il processo di Giusta, a judicial proceeding set in Ercolano.

We all belong to a past – a past that can bury us unless we excavate it.
A journey into the unresolved questions of the Middle Eastern Conflict and into the death of a man in the 1920s who believed in the dream of a land shared by Arabs, Jews and Christians. Imagine discovering an unsolved family mystery in your great-grandfather’s letters – a mystery nobody in your family wants to talk about. Angelo Levi Bianchini set out for Palestine on a diplomatic mission in the 1920s and never came back. His story is reconstructed by Ludovica Fales – through his letters and a journey on his steps.
(Letters From Palestine, 2011, 35 mins)

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Il gusto dello haiku

 

Nel quadro del programma “Unimi: aperitivo per Expo” il 22 maggio dalle 14.00 alle 17.30, presso il Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano si terrà l’evento multidisciplinare Il gusto dello haiku.

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Alcune presentazioni, a cura di docenti e specialisti del settore, introdurranno i partecipanti (compresi quanti si avvicinino al tema per la prima volta) allo haiku tradizionale giapponese (genere poetico breve) e alla sua fortuna nelle diverse culture moderne e contemporanee. Seguirà un’antologia fotografica sulla cultura giapponese dell’alimentazione, commentata dall’autrice, la fotografa Karin Vettorel. La scrittrice Carmen Covito, nota anche come studiosa di arti nipponiche, leggerà e commenterà poi haiku classici e contemporanei di autori di varia provenienza, che si siano ispirati al cibo per le loro liriche.

Per l’occasione si proporrà un laboratorio poetico, cui potranno partecipare soggetti di ogni nazionalità, in cui cimentarsi nella composizione di haiku sul tema dell’alimentazione in una lingua a scelta. Il laboratorio durerà fino all’inaugurazione dell’Expo 2015.

A chiusura dell’evento, Kathay International Foods intratterrà gli ospiti con una degustazione di tè e bevande ‘da Levante a Ponente’. 

 

Il gusto dello haiku

Giovedì 22 maggio 2014
dalle 14.00 alle 17.30 – ingresso libero
Aula P3
Università degli Studi di Milano
Dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e di Studi Interculturali
P.za Indro Montanelli, 1
20099 Sesto San Giovanni (MI)

Interventi
Giuliana Garzone Premessa
Virginia Sica Frutti poetici dei vivai monastici
Rossella Marangoni Breve come un respiro: introduzione allo haiku
Irina Bajini Lo haiku da Levante a Ponente
Giuliana Calabrese Lo haiku nella Spagna contemporanea
Stefano D’Andrea L’esperienza de Le lumachine
Sapori d’istanti Antologia fotografica su cibo e alimentazione in Giappone, a cura della fotografa Karin Vettorel
Kaki e campane Lettura di haiku classici e haiku moderni, a cura di Carmen Covito, scrittrice e nipponista
Sillabe di gusto da Levante a Ponente Degustazione informale a cura di Kathay

Esqueletos sin armario y otros relatos

 

Ecco la traduzione in spagnolo di “Scheletri senza armadio e altri racconti” realizzata nell’anno accademico 2013-2014 dal Grupo de investigación Universidad Complutense de Madrid 940989, “Aplicaciones de las tecnologías de la información y la comunicación a la traducción”, diretto dalla prof. Teresa Gil García. Liberamente scaricabile nei diversi formati ePub, mobi (per Kindle) e pdf stampabile.

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Carmen Covito
Esqueletos sin armario
y otros relatos

Edizione d’Autrice 2014
ISBN 978-88-900599-3-3

 

Insieme alle traduttrici, abbiamo deciso di rendere liberamente disponibile su questo sito anche il loro lavoro precedente, la traduzione in spagnolo di  “Racconti dal Web“, che nel 2012 avevamo messo in vendita su Amazon.

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Carmen Covito
Historias en la Web
Edizione d’Autrice 2012
ISBN 978-88-900599-2-6

 

 

 

dal “Prólogo a la edición española” di “Scheletri senza armadio e altri racconti”

Esqueletos sin armario y otros relatos es una colección de relatos breves, en la línea de la mejor tradición narrativa italiana. Desde el anónimo Novellino, precursor de Boccaccio, hasta los escritores actuales, en ninguna época han faltado ejemplos de narraciones en las que una escritura, rápida y concisa, encierra las claves de la aventura de contar.
Y no por ser de breve extensión, la lectura de estas siete historias de Carmen Covito que ahora presentamos en su edición española, es tarea sencilla. Todo lo contrario, estas construcciones textuales tan cuidadas son la prueba definitiva de la atención que un lector debe prestar en una actividad aparentemente despreocupada como la de tener un libro ante los ojos. Lectura y traducción se parecen. El ejercicio de traducir se identifica también con leer, con interpretar el texto, de manera más atenta, eso sí, que la apacible tarea de dejarse llevar por las páginas abiertas. En la traducción, el ejercicio comprometido de volcar contenido y continente en los moldes de una lengua nueva, significa analizar, reinterpretar, cuidar, rehacer esos detalles que resaltaban en silencio y que conscientemente hay que mostrar de nuevo en la reescritura. Y reescribir, traducir del italiano al español, no es tarea sencilla pues hay que vérselas con muchas trampas que las dos lenguas amigas nos tienden.
Las claves de lectura de Esqueletos sin armario y otros relatos, ironía, imaginación y surrealismo, llaves de oro para entrar en estas historias, aguantan esta minuciosa descripción de ambientes y personajes con referencias sociales y culturales nada sencillos de captar pues nos conducen por los caminos de la intertextualidad en la línea de la tradición en la que se inscriben los relatos. Tampoco es fácil la lengua que la escritora ha utilizado. Los juegos de palabras, la variedad de registros, el léxico -de los tecnicismos a las expresiones áulicas más coloreadas-, las connotaciones, hacen de cada equivalencia entre el español y el italiano, un reto.
Por todo ello, traducir el texto de Carmen Covito, aunque sea breve, ha sido tarea complicada, pues hubo que verter un sistema lingüístico, semiótico y cultural completo en otra lengua y cultura distinta, muy distinta. Hemos intentado en todo momento rehacer una escritura respetuosa y digna de nuestro idioma atendiendo al mensaje, al sentido y al estilo original de su autora. Fidelidad sin alejarse de las palabras, pero yendo más allá, a otra lengua que reclama las mismas exigencias. En definitiva, hemos perseguido en todo momento, no traicionar el texto original sino traerlo en el mejor modo posible, al español a fin de que los lectores que no saben italiano puedan tener la oportunidad de conocer a Carmen Covito.
Así ha sido nuestra tarea.
Las traductoras: Beatrice Cenci, Marina D’Antonio, Melina Márquez y Teresa Gil
(Grupo de investigación UCM 940989 “Aplicaciones de las tecnologías de la información y la comunicación a la traducción”, coordina Teresa Gil García)