Rivisitazioni

Mi si perdoni un post spudoratamente autocelebrativo. Scopro adesso, per caso, un articolo che è stato pubblicato nel 2013 negli atti di un convegno di italianistica tenuto alla York University di Toronto nel 2010. Nell’articolo la professoressa Roberta Sinyor, specialista di glottodidattica multimediale e di studi sulla rappresentazione della tecnologia in letteratura, dedica una trattazione molto approfondita al mio romanzo del 1997 Benvenuti in questo ambiente.

All’epoca, furono in pochi ad accogliere quel romanzo con l’interesse che avrei sperato (chi lo capì meglio di tutti fu l’allora critico di Panorama Giorgio Ficara che lo definì con bella espressione “un libro preoccupato del mondo” e ne rintracciò l’ispirazione strutturale nel Tristram Shandy di Sterne). Sono perciò enormemente compiaciuta dell’analisi di Roberta Sinyor, che mi conferma di essere stata un po’ troppo in anticipo sui tempi nel mettere al centro di un romanzo l’interscambio tra reale e virtuale facendo dialogare un immigrato tunisino con l’avatar di una donna che – per ragioni sue – fingeva di essere un bot:

“Per mezzo del computer, Nureddin e la Dama, entrambi emarginati, aprono i canali di scambio, stabilendo tra loro un rapporto di comunicazione e di amicizia. Ai due il computer permette non solo di creare ma anche di mantenere questo legame. Oggi, data l’onnipresenza giornaliera di Facebook, dobbiamo riconoscere l’intuizione della Covito, che ha percepito l’attrattiva di un sistema di comunicazione come quello della rete e l’avvento del social networking, dei rapporti sociali mantenuti via Internet.”

SINYOR Roberta, “Il reale e il virtuale in Benvenuti in questo ambiente di Carmen Covito”, in Negli archivi e per le strade. Il ritorno alla realtà nella narrativa di inizio millennio (a cura di Luca Somigli), Roma, Aracne editrice 2013, (pag. 459-470)
DOI: 10.4399/978885485862622

Colgo l’occasione per ricordare anche la bella analisi che dello stesso romanzo fece la professoressa Susanne Kleinert. Quell’articolo si può leggere online in open access:

Susanne Kleinert, « Le differenze culturali e la figura dell’immigrato in Benvenuti in questo ambiente di Carmen Covito », Cahiers d’études italiennes [En ligne], 7 | 2008, mis en ligne le 15 novembre 2009.
URL: http://journals.openedition.org/cei/930
DOI: https://doi.org/10.4000/cei.930

La stessa professoressa Keinert aveva analizzato anche i miei primi due romanzi, e anche questo articolo si può leggere online:

Susanne Kleinert, « I miti della seduzione nei primi due romanzi di Carmen Covito », Cahiers d’études italiennes [En ligne], 5 | 2006, mis en ligne le 15 mars 2008.
URL: http://journals.openedition.org/cei/825
DOI: https://doi.org/10.4000/cei.825

Auletris

Anaïs Nin
Auletris
Traduzione di Carmen Covito
Inrtoduzione di Lidia Ravera
Bompiani Tascabili Narrativa, 2021


Dalla quarta di copertina:
Auletris è un dittico di racconti erotici inediti di Anaïs Nin, un libro che ci ammalia come il suono acuto di un flauto: puro, semplice eppure così diretto e incisivo. Auletris è un’armonia in due movimenti. Sia che la Nin ci descriva la vie bohème nelle baracche dalle pareti sottili della baia di Provincetown, abitate da uomini e donne senza pudore, sia che ci conduca nella Parigi elegante e borghese, non possiamo che seguirla trattenendo il fiato, diventare spettatori di momenti di ardore e complici di segreti inconfessabili. I personaggi di queste avventure non sono solo corpi, sono esseri umani che si identificano col desiderio che li muove.

Kokeshi. Il Tōhoku fra tradizione e design

Kokeshi. Il Tōhoku fra tradizione e design
a cura di
Virginia Sica, Rossella Menegazzo, Carmen Covito,
© 2020, Scalpendi editore, Milano
ISBN: 9788832203745

Questo volume è il primo in Italia a trattare in maniera approfondita, con la voce di noti studiosi della cultura, della letteratura e dell’arte nipponica, il soggetto dei kokeshi, le piccole sculture in legno dipinte dall’aspetto di bambola che sono considerate l’emblema culturale della regione del Tōhoku, nel nord-est del Giappone. Dopo i tragici eventi causati dal grande terremoto del 2011, la regione del Tōhoku è oggi particolarmente attiva nella valorizzazione del proprio patrimonio artigianale, che si presenta come una tradizione vivente, con botteghe dove le tecniche e i sistemi decorativi dei kokeshi vengono ancora oggi tramandati di padre in figlio. Un nutrito apparato fotografico illustra le caratteristiche delle diverse scuole anche attraverso alcune collezioni private italiane esposte nella recente mostra del 2019 presso il MUDEC-Museo delle Culture di Milano.

(in copertina: Shingata kokeshi. Collezione Orsi)


Sommario:

Maria Teresa Orsi: Viaggio tra i kokeshi del Tōhoku
Carmen Covito: Cose a forma di bambola
Virginia Sica: Il Tōhoku e la tradizione rurale. Eredità storiche, artigianali e rituali
Andrea Maurizi: La forza evocativa della tradizione folclorica del Tōhoku
Rossella Menegazzo: Riconsiderazioni contemporanee sui kokeshi tra arte popolare, artigianato e design
Le dodici scuole della tradizione
Botteghe artigiane
La prima mostra in Italia (MUDEC, Milano 2019)
Bibliografia